Il progetto S.I.F.I.VITE finanziato tramite la Misura 16.1 del PSR SICILIA, dedicata al sostegno dell’innovazione in agricoltura, L’iniziativa è promossa dall’ Associazione Temporanea di Scopo costituita da Società Agricola Feudo Artù Srl, Società Agricola Donna Contessa Srl, Azienda Agricola Vivano Luigia, Azienda Agricola Pugliesi Camillo, Per le Uve Srl e AGER soc. cop, con il coordinamento tecnico e le attività di supporto all’innovazione sono curate dal Dott. Galfano Antonino, innovation broker.

Gli obiettivi del progetto S.I.F.I.VITE sono stati quelli di sviluppare e sperimentare tecniche innovative per una gestione del vigneto e delle operazioni di cantina maggiormente sostenibili al fine ridurre l’impatto ambientale e ottimizzare l’uso delle risorse naturali ed energetiche e migliorando la qualità del prodotto finale. In particolare, le azioni hanno interessato:

  • Riduzione dell’impiego di fitofarmaci attraverso pratiche alternative.
  • Integrazione di tecnologie per il monitoraggio e la gestione di precisione del vigneto.
  • Introduzione di tecniche innovative per il rafforzamento delle difese naturali della vite.
  • Applicazione sperimentale di sistemi energetici rinnovabili nelle attività di cantina.
  • Sviluppo di strategie per la produzione di vini a più basso tenore alcolico e ridotto contenuto di
    solfiti.

Per quel che concerne la difesa fitosanitaria della vite, uno degli assi principali del progetto, le strategie adottate erano indirizzate all’obiettivo di ridurre l’uso di agrofarmaci e minimizzare l’impatto ambientale. S.I.F.I.VITE ha adottato un approccio integrato, fondato su strumenti previsionali, monitoraggi costanti e pratiche innovative quali l’utilizzo di programmi di rilevamento come 4Grapes che permette la raccolta dei dati, i rilevamenti in campo e il monitoraggio delle zone indicate come maggiormente sensibili alle intervenzioni, Inoltre si sono sperimentate tecniche di difesa alternative tra le quali una delle innovazioni più avanzate testate è stata l’uso di macchinari che hanno permesso di controllare gli attacchi fungini mediante l’esposizione della vite ai raggi UV-C, una tecnica sperimentale che ha mostrato nei due anni di prove buoni risultati per il controllo dell‘oidio della vite mentre per la peronospora si sta ancora valutando i risultati ottenuti nella prevenzione della patologia. L’esposizione alle radiazioni di luce UV-C, ripetuti almeno tre volte, mediamente ogni dieci giorni, hanno indotto un incremento della tolleranza della vite e ridotto l’inoculo di questa malattia crittogamica. L’uso mirato di queste pratiche consente una riduzione significativa dei trattamenti chimici, contribuendo a una viticoltura più sicura, salubre e sostenibile.

Le prove di campo, condotte in diverse fasi fenologiche, stanno permettendo di costruire un protocollo operativo calibrato in base alle condizioni climatiche e varietali che consentirà di meglio utilizzare queste innovative strumentazioni messe a disposizione della viticoltura.

Altro aspetto indagato con particolare attenzione è stato quello della viticoltura di precisione attraverso il monitoraggio e interventi localizzati con droni. Il progetto ha inoltre integrato tecnologie di agricoltura di precisione, in particolare attraverso l’uso di droni che permettono di effettuati interventi mirati di concimazione a rateo variabile, con conseguente ottimizzazione dei consumi e riduzione dell’impatto ambientale. Inoltre, l’utilizzo dei droni incrementa la tracciabilità delle pratiche agronomiche, a beneficio della trasparenza e della certificazione di qualità.

Per quel che concerne le attività in cantina il progetto sperimenta per l’efficientamento energetico tramite geotermia a sonda orizzontale ha consentito di applicare l’impiego di impianti geotermici a bassa entalpia, con sonde orizzontali, per il controllo termico naturale degli ambienti di vinificazione e affinamento. Questa tecnologia utilizza la stabilità termica del suolo per fornire raffrescamento estivo e riscaldamento invernale, riducendo il fabbisogno energetico e le emissioni di CO₂. Le analisi condotte finora dimostrano che la geotermia, se correttamente dimensionata e integrata con gli impianti esistenti, rappresenta una soluzione economicamente sostenibile e compatibile con le esigenze operative delle piccole e medie aziende vitivinicole.

Altro aspetto di particolare importanza valutato con il progetto S.I.F.I.VITE è stato quello della produzione di vini a basso contenuto alcolico e con meno solfiti. In risposta alla crescente domanda di vini più leggeri e salubri, S.I.F.I.VITE promuove anche pratiche innovative per la produzione di vini con minore tenore alcolico e ridotto contenuto di solfiti. Tra le tecniche adottate:

  • Gestione della maturazione in vigneto, con defogliazione precoce e potatura verde, per
    controllare l’accumulo zuccherino;
  • Utilizzo di lieviti a bassa resa alcolica, comprese colture miste non-Saccharomyces, per ottenere
    fermentazioni più “dolci” e vini equilibrati;
  • Tecnologie fisiche di stabilizzazione microbiologica, che consentono di limitare drasticamente
    l’uso di anidride solforosa, garantendo allo stesso tempo la sicurezza e la conservabilità del
    prodotto.

Queste azioni rappresentano un passo concreto verso una vitivinicoltura di nuova generazione, che coniuga salute del consumatore, sostenibilità e qualità sensoriale del vino. S.I.F.I.VITE si configura come un progetto rappresentativo della nuova viticoltura italiana: sostenibile, tecnologicamente avanzata e orientata al futuro.

Grazie alla sinergia tra imprese agricole, centri di ricerca e consulenti tecnici, è stato possibile testare e validare soluzioni concrete, replicabili e scalabili, con benefici per l’intera filiera vitivinicola. I risultati preliminari confermano il potenziale trasformativo del progetto, che si pone come modello di riferimento per la transizione ecologica del settore, in equilibrio tra innovazione, tradizione e rispetto per l’ambiente.

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